III. Belgio 2019: Bruges

Siamo ormai al terzo giorno e cominciamo ad ambientarci. Il giorno precedente abbiamo scoperto che il nostro hotel è molto ben collegato con la città che sarà la protagonista della visita odierna: Bruges. L’autobus è decisamente puntuale ed è bastato scaricare l’applicazione del servizio di trasporti locale per acquistare i biglietti: davvero comodo! Scendiamo ad una delle fermate appena fuori dal centro storico, carichiamo gli zaini in spalla e partiamo all’esplorazione!

Bruges è una città dall’architettura medievale molto ben conservata. E’ il lunedì dell’Angelo e, come era da aspettarsi, le vie sono gremite di turisti tra i quali riconosco anche parecchi italiani. Fortunatamente le strade sono percorribili senza troppi problemi.

Da bravi turisti decidiamo di fare un giro tra i canali cittadini. Il conducente della piccola barca è un signore di mezza età con un senso dell’umorismo che definirei “inglese”, davvero molto simpatico.

Un giro in barca per i canali di Bruges
Un giro in barca per i canali di Bruges

Il quartiere delle beghine, con le sue case bianche, e la sua atmosfera silenziosa è ciò che probabilmente mi ha colpito di più della parte storico-culturale della nostra visita. Pensate che è stato addirittura dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO!

Il Belgio è anche famoso per la sua cioccolata, e se a Bruxelles siamo riusciti a non cadere in tentazione, davanti alla vetrina di “The Chocolate Line” non siamo proprio riusciti a resistere!

Ma non di sola storia vive l’uomo! Ecco quindi i punti di interesse “birroso” che ho trovato a Bruges.

De Halve Mann

De Halve Maan è un birrificio posizionato proprio in centro città. Da cinque secoli in questo luogo si produce birra e la continua espansione dello stabilimento produttivo ha causato non pochi problemi considerato lo spazio risicato.

La proprietà decise quindi di spostare le fasi di imbottigliamento e confezionamento fuori dalla città, per dare margine di respiro al resto della produzione e al locale connesso al birrificio. Questa scelta però non si rivelò risolutiva: il continuo transito quotidiano dei camion che portavano la birra alle linee di imbottigliamento era troppo pesante per un centro storico con una viabilità di stampo “medievale”.

E allora perché non posare una tubazione sotterranea che trasportasse la birra fino a destinazione? Una sorta di “birradotto” che mettesse in comunicazione i due stabilimenti? La pazza idea alla fine vide la luce e fu completata, grazie ad una raccolta fondi pubblica, nel settembre 2016. E non dite che in Belgio non ci tengono alla birra!

Birrodotto!
Birradotto?

Una visita al birrificio merita sicuramente, sia per assaggiare la birra ma anche l’ottima cucina. L’ambiente è ospitale (e un po’ affollato) e nelle belle giornate è piacevole pranzare nella corte del birrificio.

A pranzo con la tipica Carbonade Flamande
A pranzo con la tipica Carbonade Flamande

I tour guidati si tengono più volte al giorno e potrete ascoltare la storia del birrificio, del suo birradotto e godere di una vista esclusiva della città dal tetto dello stabilimento.

‘t Brugs Beertje

Questo pub mi ha colpito per la sua aria “sincera”. Diversamente da altri posti non ho avuto la sensazione di entrare in una sorta di “trappola per turisti”. La selezione di birre è molto, molto ampia, tant’è che mi sono perso nel menù!

L’interno è decisamente rustico, con tavoli in legno che, se potessero parlare, sono sicuro racconterebbero tante storie interessanti. Niente fronzoli o ricercatezza insomma, ma solo sostanza.

't Brugs Beertje
‘t Brugs Beertje

Il cameriere che ci ha servito lo ha fatto in modo impeccabile, sapendoci consigliare sulla birra in modo rapido e preciso. Insomma, in questo luogo ho sentito vero e sincero amore per la birra. Andateci!

Gruuthuse

Per finire vi segnalo la presenza del palazzo Gruuthse, dove risiedeva il mercante che riscuoteva la tassa sul gruit (la miscela di erbe e spezie che all’epoca doveva essere obbligatoriamente utilizzata per la produzione della birra, affare che evidentemente fruttava un bel po’ di quattrini…).

Per ulteriori informazioni vi rimando a wikipedia (link) e al sito del museo (link).

Purtroppo durante la permanenza a Bruges non lo abbiamo notato, me ne sono accorto solo tempo dopo il nostro rientro in Italia quando, nel libro “Degustare le birre” di R. Mosher ho trovato il riferimento di questo palazzo nel centro città. Ci sono passato davanti sicuramente! Vabbè… Vorrà dire che ho una scusa per tornare in Belgio ;-).

Con questo è tutto! Buona birra a tutti e come sempre… Forza Baroni!!!

Puoi leggere il diario della seconda tappa qui: link

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